L’apporto del fotovoltaico e dell’eolico nel mix energetico globale potrà crescere senza scossoni per la stabilità della rete elettrica soltanto incentivando i sistemi di accumulo. A sostenerlo è un recente studio firmato dai ricercatori della University of East Anglia pubblicato sulla rivista Applied Energy.
Gli autori spiegano come contenere la volatilità dei prezzi dell’energia, correlata alla produzione estremamente variabile delle fonti rinnovabili. I Paesi che stanno riducendo gli incentivi alle rinnovabili, per via del mercato ormai maturo e dei costi sempre più bassi delle tecnologie pulite, dovrebbero dirottarli sui sistemi di stoccaggio: dalle batterie agli impianti di pompaggio idroelettrico.
I sussidi alle fonti rinnovabili vanno regolati perché le tecnologie pulite hanno raggiunto la maturità, ma ora bisogna sovvenzionare lo stoccaggio. I sistemi di accumulo sono indispensabili per sfruttare il pieno potenziale delle rinnovabili.
L’esperto cita i recenti traguardi raggiunti dal Portogallo e dalla Germania, che per brevi periodi sono riusciti ad alimentare la rete elettrica esclusivamente con fonti rinnovabili.
A dispetto di queste tendenze, gli investimenti nei sistemi di accumulo procedono ancora a rilento per via dei costi alti delle varie tecnologie presenti sul mercato. Lo studio sostiene che accelerarne la diffusione tramite sussidi statali garantirebbe una maggiore stabilità alle reti elettriche e ridurrebbe ulteriormente i prezzi dell’energia pulita.Eventi reputati eccezionali che sono destinati a diventare la norma nei prossimi anni. I Paesi faranno sempre più affidamento sul fotovoltaico e sull’eolico per soddisfare il fabbisogno elettrico senza incrementare le emissioni di gas serra.

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