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26 APRILE 2016
Rimandato a novembre 2017 il completamento del sarcofago che dovrà coprire il reattore contenente ancora 180 tonnellate di combustibile: chiediamo alla Commissione europea e alla Comunità internazionale di intervenire per mettere in sicurezza il reattore.
“Anche se sono passati 30 anni dall’incidente del 26 aprile 1986 – afferma Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – la situazione continua a essere grave e le persone, soprattutto i bambini, continuano ad ammalarsi. L’incidente di Cernobyl dimostra non solo l’assurdità della scelta nucleare ma anche l’impossibilità di gestire e controllare le conseguenze di un tale incidente. Chiediamo alla Commissione europea e alla Comunità internazionale di intervenire per mettere subito in sicurezza il reattore che ancora contiene 180 tonnellate di combustibile”.
Sulla messa in sicurezza della vecchia centrale, infatti, continuano a esserci ritardi importanti. Il vecchio sarcofago che protegge da trent’anni il reattore 4 ha 1000 metri quadrati di crepe, mentre il nuovo sarcofago chiamato “The Arch” doveva essere completato finalmente quest’anno, ma il termine dei lavori è stato rimandato a novembre 2017. The Arch, alto 110 metri, lungo 164 e largo 257, sarà realizzato con 29mila tonnellate di strutture metalliche e durerà soltanto un secolo.
“Abbiamo il dovere – spiega Angelo Gentili, responsabile Legambiente solidarietà - di occuparci delle popolazioni colpite dal disastro partendo proprio dai bambini, che sono i soggetti più vulnerabili. Il nostro aiuto passa principalmente dal Progetto rugiada (solidarietalegambiente.it) che ogni anno garantisce a 100 bambini, provenienti dalle zone maggiormente contaminate, un soggiorno di un mese in un centro specializzato della Bielorussia dove ricevono visite sanitarie e cibo non contaminato e dove posso giocare e fare attività didattiche.
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