Il rapporto Snapshot of Global PV Markets spiega che la capacità produttiva mondiale del fotovoltaico nel 2015 è cresciuta di 50 GW (gigawatt), arrivando ad almeno 227 GW. La crescita maggiore è stata in Cina, con 15,3 gigawatt in più nel 2015, seguita da Giappone (11 GW), Usa (7 GW), Ue (7 GW) e India (2 GW). La regione Asia-Pacifico rappresenta da sola il 59% del mercato globale dell'energia solare. Dopo Italia, Grecia e Germania, i paesi che utilizzano di più il fotovoltaico sono il Belgio e il Giappone (intorno al 4%), poi la Bulgaria, la Repubblica ceca e l'Australia (intorno al 3,5%). La Cina è solo 21/a, con solo l'1% del suo fabbisogno coperto dal sole. Peggio ancora gli Usa, al 25% posto con meno dell'1%.
Sono dati confermano una posizione di rilievo del nostro paese nel campo dell'energia pulita. Ma questo grazie alla rendita di posizione accumulata con lo sforzo compiuto soprattutto tra il 2007 e il 2012. Le rinnovabili hanno toccato un picco di produzione elettrica nel 2014 (43%), abbiamo una leadership storica nel campo della geotermia, il fotovoltaico - come sopra - è all'8% della quota elettrica. E - alla vigilia del referendum sulle trivelle che suona come un giudizio sulle ultime scelte energetiche dell'Italia - il governo ha fatto sapere che intende alimentare con le rinnovabili il 50% del fabbisogno elettrico.
Eppure i contributi ai combustibili fossili sono cresciuti mentre il sostegno alle rinnovabili diminuiva. Gli aiuti a petrolio, carbone e gas sono saliti dai 12,8 miliardi del 2013 ai 13,2 miliardi di dollari del 2014 (il dato viene dal Fondo monetario internazionale). E i tagli retroattivi del governo Renzi agli incentivi alle rinnovabili contenuti nel decreto Competitività (il Tar del Lazio ha chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento) "hanno contribuito a smorzare l'interesse degli investitori in Italia lo scorso anno" (il giudizio viene dalle Nazioni Unite, rapporto Global trends in renewable energy investment). Risultato: l'Italia globalmente sta perdendo posizioni nella corsa verso i nuovi mercati dell'energia dopo aver tirato la volata nel momento
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