Il periodo d’oro dell’industria fotovoltaica europea è tramontato da diversi anni a causa del prepotente ingresso sul mercato della competizione orientale. La battaglia dei produttori europei contro i pannelli fotovoltaici cinesi, venduti a prezzi più competitivi sul mercato continentale, va avanti da diversi anni a suon di misure antidumping.
I produttori europei non devono lasciarsi sfuggire questa occasione, lasciando che a rispondere alla richiesta di moduli, inverter e sistemi di accumulo siano in gran parte le aziende cinesi.
Oggi i costi dei moduli fotovoltaici in silicio in alcuni periodi riescono a raggiungere prezzi molto competitivi pari a 0,30-0,45 euro/watt di picco.
Per abbattere ulteriormente i prezzi del fotovoltaico Dughiero suggerisce di puntare sulla maggiore purezza del silicio e su wafer con uno spessore di 100 micron, nettamente più sottili rispetto alle tecnologie attuali spesse 150-180 micron.
Sul fronte della ricerca europea l’esperto segnala i progressi compiuti dall’Università di Padova, dall’ENEA e dal Fraunhofer Institut. Gli studi dei centri di ricerca italiani e tedeschi potrebbero abbassare i prezzi del fotovoltaico a 0,20 euro/watt di picco, sfruttando fabbriche modulari con una capacità produttiva di 300-400 MW.
Tra le tecnologie fotovoltaiche più promettenti indicate da Dughiero figurano le celle solari tandem in perovskite. Questo materiale cristallino, più flessibile e versatile del silicio, consente di sfruttare una porzione dello spettro solare più ampia ed estende il campo di applicazione del fotovoltaico. L’efficienza della tecnologia potrebbe arrivare a sfiorare il 25-26%, permettendo di trarre il massimo dagli impianti fotovoltaici.L’ateneo veneto ha anche ideato un metodo per riciclare la polvere di silicio che si viene a creare nel processo di taglio dei lingotti, noto come wafering.
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